Italianismi nella prosa non narrativa croata contemporanea: (sulle opere di Željka Čorak)

Linguistica. 1998;38(2)

 

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Journal Title: Linguistica

ISSN: 0024-3922 (Print); 2350-420X (Online)

Publisher: Znanstvena založba Filozofske fakultete Univerze v Ljubljani (Ljubljana University Press, Faculty of Arts)

Society/Institution: University of Ljubljana, Faculty of Arts

LCC Subject Category: Language and Literature: Philology. Linguistics

Country of publisher: Slovenia

Language of fulltext: French, German, English, Italian, Slovenian

Full-text formats available: PDF

 

AUTHORS

Pavao Tekavčić

EDITORIAL INFORMATION

Double blind peer review

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Time From Submission to Publication: 12 weeks

 

Abstract | Full Text

L'autrice di cui qui ci occupiamo è una delle personalità più illustri della cultura croata attuale: storica dell'arte, specialist dell'architettura e dell'urbanesimo della Zagabria  otto- e novecentesca, Željka Čorak è anche  letterata,  saggista, traduttrice, critica e vicepresidente del P.E.N. croato. Tra le sue opere spicca un libro di ricordi intitolato Krhotine ('Frantumi'), 1 vero capolavoro del genere, tanto artisticamente raffinato quanto profondamente vissuto e umano, dedicato dalla prima all'ultima pagina  all'evocazione  delle case distrutte nella  II guerra  mondiale  (1942),  alle tristi vicende successive e alla descrizione dei mille cimeli ricuperati. 2 Il volume, uscito nel 1991, è il  tentativo  dell'autrice  di  ricomporre  i  «frantumi»,  quasi  i  tasselli  di un mosaico vivo nella memoria; una specie della Recherche du temps perdu dei nostri giorni, in sostanza Le temps retrouvé. Vi troviamo tutte le componenti dello stile di Željka Čorak presenti anche negli altri suoi scritti: intellettualismo meditativo e raffinato, vasta erudizione, abbondanza di reminiscenze (non soltanto letterarie), espressione deliberatamente indiretta, mai piatta né triviale, assenza totale di qualsiasi «marcia a vuoto», pregnanza di idee, ricchezza di associazioni. Nelle sue Krhotine vi si aggiunge una commovente affettività e una nobiltà d'animo, priva di qualunque rancore malgrado le tragedie sofferte. Con questi caratteri dello stile concorda la lingua, ricca, moderna e impressiva, lingua che non rifugge da tecnicismi, regionalismi, dialettismi e voci straniere.