Medea (Dec 2019)

Uni-Versi: l’Altro, il Quasi e le Distopie

  • Ester Cois

DOI
https://doi.org/10.13125/medea-3961
Journal volume & issue
Vol. 5, no. 1

Abstract

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La tendenza alla composizione in unità, alla definizione di uno e un solo ordine compiuto, sembra percorrere questa nostra epoca. Eppure, riflettere in modo contro-fattuale, sulla scorta dell’interrogativo lanciato da Erri de Luca, su cosa possa essere “il contrario di Uno”, consente di allestire un gioco visionario e un esercizio di immaginazione sociologica, associando a ciascuna risposta altrettanti uni-versi letterari distopici, che permettono di svelare le ambiguità della cronaca quotidiana. Il contrario dell’Uno, del Regime, è l’Altro, diventa l’Eccezione, come raccontato da Stefano Benni in “Baol”, quando la ribellione alla violenza del conformismo passa attraverso una risata fuori dal coro. Ma il contrario dell’interezza è anche il Quasi, il Non Più, o il Non Ancora, come espresso da Margareth Atwood ne “Il racconto dell’ancella”, dove l’imposizione di destini maschili e femminili obbligatori serve a stigmatizzare insufficienze biografiche e libertà di scelta. Infine, il contrario di Uno è l’Altro, chiunque sia confinato ai margini del perimetro della cittadinanza e definito come fuori-luogo, o viaggiatore apolide tra mondi reciprocamente ostili, come nella straordinaria Apocalisse speculare ricostruita da Ursula Le Guin in “I reietti dell’altro pianeta”. Tre distopie grottesche, ma non poi così aliene alla realtà fattuale, a ben pensarci.

Keywords