Convertire gli ebrei? I doveri del principe tra imperativi religiosi e necessità politica (Lombardia, XV secolo)

Reti Medievali Rivista. 2017;18(2) DOI 10.6092/1593-2214/5322

 

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Journal Title: Reti Medievali Rivista

ISSN: 1593-2214 (Online)

Publisher: Università di Napoli Federico II

Society/Institution: Associazione Culturale Reti Medievali

LCC Subject Category: Auxiliary sciences of history: Archaeology | History (General) and history of Europe: History (General): Medieval history | Language and Literature

Country of publisher: Italy

Language of fulltext: English, Italian, Spanish; Castilian, French, German, Portuguese

Full-text formats available: PDF, We plan to add the ePUB format from 2015/2

 

AUTHORS

Pierre Savy (École française de Rome)

EDITORIAL INFORMATION

Double blind peer review

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Time From Submission to Publication: 10 weeks

 

Abstract | Full Text

La politica conversionistica nei confronti degli ebrei viene qui studiata nel contesto del ducato di Milano nella seconda metà del XV secolo, per essere poi confrontata con la trattatistica del tempo. Smentendo il luogo comune di un potere politico prono a schemi religiosi, l’atteggiamento degli Sforza è più complesso e prudente di quanto ci si aspetterebbe: fino alla fine del secolo, il duca non interviene in modo particolarmente incisivo a favore della conversione degli ebrei, per timore dei disordini che essa avrebbe potuto provocare e della sua possibile illegalità; ma, una volta che le conversioni si siano realizzate, egli le difende e le strumentalizza. Per lui, non sottomettersi all’ingiunzione conversionistica proveniente dalla Chiesa è un modo per affermare la propria superiorità politica. In maniera paradossale, non intervenire è dunque un indizio del suo potere.