Il sistema assistenziale genovese alle soglie dell’età moderna. L’ufficio di Misericordia (secolo XV)

Reti Medievali Rivista. 2013;14(2) DOI 10.6092/1593-2214/405

 

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Journal Title: Reti Medievali Rivista

ISSN: 1593-2214 (Online)

Publisher: Università di Napoli Federico II

Society/Institution: Associazione Culturale Reti Medievali

LCC Subject Category: Auxiliary sciences of history: Archaeology | History (General) and history of Europe: History (General): Medieval history | Language and Literature

Country of publisher: Italy

Language of fulltext: German, French, Portuguese, English, Spanish; Castilian, Italian

Full-text formats available: PDF, We plan to add the ePUB format from 2015/2

 

AUTHORS

Giovanna Petti Balbi (Università degli Studi di Genova)

EDITORIAL INFORMATION

Double blind peer review

Editorial Board

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Time From Submission to Publication: 10 weeks

 

Abstract | Full Text

Sono qui delineate fino agli anni Venti del Cinquecento la nascita e le vicende dell’Ufficio sorto nel 1419, nonostante precedenti episodi sporadici e diverse interpretazioni storiografiche. Voluto dal potere civile e religioso, formato dall’arcivescovo e da quattro membri laici eletti dalle autorità civili con il compito di ricercare, tutelare e distribuire i lasciti pii dei cittadini, questo ufficio misto si configura come magistratura del comune con piena giurisdizione amministrativa e giudiziaria nel settore della beneficenza, al punto che nel 1482 l’arcivescovo sollecita dal papa il riconoscimento di tutti i provvedimenti emanati dal governo in favore dell’ente. Espressione di quella religiosità civica che caratterizza l’Italia del tempo, grazie alle più ampie competenze che gli vengono assegnate, riscatto dei prigionieri, nomina del console genovese ad Alessandria d’Egitto, tutela degli infanti abbandonati, amministrazione di taluni ospedali, diventa una vera potenza anche economica in virtù della gestione dei lasciti pii dei genovesi concentrati nel Banco di San Giorgio, al punto da essere definito ufficio di borsa. Esplica una solidarietà attiva, finanziando anche l’istituzione del locale Monte di Pietà, trasforma la moneta scritturale in danaro e trasferisce nel circolo virtuoso del danaro ogni tipo di lascito pio, lecito o illecito per la provenienza, mettendolo a disposizione delle collettività, nonostante parecchie difficoltà perché opera sia contro gli interessi di potenziali eredi, sia del fisco che tenta di appropriarsi dei lasciti pii.