La narrazione: dimensione ontologica della formazione

[email protected]@. 2005;03(03)

 

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ISSN: 1721-9809 (Print); 1721-9809 (Online)

Publisher: Osservatorio Processi Comunicativi

Society/Institution: Osservatorio Processi Comunicativi

LCC Subject Category: Social Sciences

Country of publisher: Italy

Language of fulltext: Spanish; Castilian, Italian, French

Full-text formats available: HTML

 

AUTHORS

Francesca Pulvirenti

EDITORIAL INFORMATION

Peer review

Editorial Board

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Time From Submission to Publication: 12 weeks

 

Abstract | Full Text

I paradigmi narrativi non possono più essere considerati un optional, ma una dimensione ontologica della formazione stessa: la prassi dell’osservatore, con il suo desiderio di razionalizzazione del mondo, diviene ontologia dell’osservare. L’esperienza autobiografica si pone, in tale ottica, come oggetto della ricerca pedagogica e formativa consentendo al “récit de vie” di diventare “récit de formation”: consente di esperire il ri-mando delle immagini soggettive che costruiscono la propria realtà, di integrare in esse i metalivelli delle prospettive soggettive e legare, così, il senso privato dell’esperienza di vita narrata, ricercata, raccontata e riflessa all’esperienza stessa. Il pensiero autobiografico determina una sorta di morfologia dell’essere, un design cognitivo che va ad operare, nel loro assoluto rispetto, su quegli spazi interni che divengono ambiti di appartenenza biografica: ad una cultura, ad una famiglia, ad un gruppo amicale, ad un hobby, ecc., in breve: ad una cognizione mentale e ad un’espressività affettiva.